sabato, 05 aprile 2008

OBIETTIVO 2 MILIONI...

(da www.Avaaz.org)

Cari amici,

dopo decenni di repressione i tibetani si sono riversati nelle strade per protestare contro il governo cinese. I riflettori dei Giochi Olimpici sono adesso in Cina, e il leader tibetano Dalai Lama ha chiesto di far cessare le rivolte con la moderazione e il dialogo. Ha bisogno del sostegno di tutti noi.

In Cina i sostenitori della linea dura attaccano pubblicamente il Dalai Lama ma molti leader cinesi considerano il dialogo la migliore opzione per la stabilità del Tibet. Il governo cinese sta valudando proprio in questo momento se continuare la repressione o tentare il dialogo, scelta che potrebbe determinare il futuro del Tibet e della Cina.

Noi abbiamo il potere di influenzare questa scelta storica: la Cina ha molto a cuore la sua reputazione mondiale e il Presidente Hu Jintao deve sapere che il marchio "Made in China" e le Olimpiadi di Pechino avranno successo solo se sceglie il dialogo e non la repressione. Ma ci vorrà tutto il peso dell' opinione pubblica mondiale per avere la sua attenzione. Clicca qui sotto per unire la tua voce a quella di 1,5 milioni di persone firmando la petizione, e invita tutti quelli che conosci a fare lo stesso. Il nostro obiettivo è raggiungere 2 milioni di firme a sostegno del Tibet:

http://www.avaaz.org/it/tibet_end_the_violence/97.php

L'economia cinese dipende dalle esportazioni "Made in China" che compriamo tutti e il governo punta a fare delle Olimpiadi di Pechino di questa estate la celebrazione di una Cina nuova e rispettata. La Cina è anche un paese particolare, in espansione, con un passato tormentato e con molte ragioni concrete per essere preoccupata della propria stabilità — alcuni dimostranti tibetani hanno ucciso degli innocenti. Ma il Presidente Hu deve comprendere che il pericolo maggiore per la stabilità e lo sviluppo cinese viene coloro che vorrebbero una maggiore repressione, non dai tibetani che chiedono dialogo e riforme.

Abbiamo presentato la petizione a manifestazioni, marce, dimostrazioni e a riunioni private con i diplomatici cinesi di tutto il mondo e continueremo a farlo man mano che il numero delle firme aumenta. Invia questo messaggio a tutti quelli che conosci spiegando perché la campagna a sostegno del Tibet è così importante, oppure usa il modulo automatico che apparirà dopo che hai firmato per inserire tutti i contatti del tuo indirizzario. Il popolo tibetano ha sofferto in silenzio per decenni. Finalmente è venuto il loro momento di parlare e noi dobbiamo aiutarli a essere ascoltati.

Con speranza e rispetto,

Ricken, Pascal, Graziela, Iain, Paul, Galit, Milena, Ben e tutto il team di Avaaz

Clicca sui link qui sotto per maggiori informazioni sulla protesta tibetana e la reazione cinese:

http://rampini.blogautore.repubblica.it/
http://lanostracina.corriere.it/
http://www.agi.it/world/news/200803191258-pol-ren0032-art.html


scritto da: redazioneroja alle ore 10:37 | link | commenti
categorie: tibet
martedì, 18 marzo 2008

L'appello pro-Tibet dei Radicali Lucani

birmaniamonaci2

Premesso che:

  • in Tibet è in atto una brutale e violenta repressione da parte del regime cinese di ogni manifestazione pacifica a favore della libertà e della democrazia in violazione di quanto prevede la stessa Costituzione cinese che all’art 35 riconosce libertà di parola, di stampa, di riunione, di associazione, di movimento e di dimostrazione;
  • non è dato conoscere il numero effettivo delle vittime sui gravi fatti accaduti a Lhasa e segnalati in altre regioni dell'altipiano;
  • il comportamento delle autorità di Pechino è particolarmente grave a pochi mesi da quelle Olimpiadi che lo stesso Dalai Lama ha sempre voluto siano occasione per la comunità internazionale di moltiplicare l’attenzione e gli sforzi per la promozione della democrazia per i cinesi stessi e per le minoranze oppresse, come i tibetani, gli uiguri, i mongoli, i falun gong;
  • pochi giorni fa il Dalai Lama, nel corso delle sue preghiere ha ricordato lo sciopero della fame e della sete condotto da Marco Pannella, nel quadro del Primo Satyagraha Mondiale per affermare “ovunque, a livello istituzionale e personale, per tutte e tutti” il valore, troppo spesso smarrito, della “parola data” e dei patti, nei rapporti internazionali e personali, obiettivo che coinvolge naturalmente anche la realtà italiana e globale, per dare una soluzione politica strutturale alle crisi dello Stato di Diritto, della democrazia e dei diritti umani.

Esprimo:

 

  • la mia solidarietà al popolo tibetano e alla politica nonviolenta di dialogo perseguita dal Dalai Lama nei confronti delle autorità cinesi per il riconoscimento dell’autonomia del Tibet e delle libertà per tutta la Cina e le sue popolazioni;
  • la mia solidarietà al popolo Uiguro oppresso da secoli dai diversi regimi cinesi nella regione del Turkestan orientale (Xinjiang) e a tutti gli Uiguri ovunque perseguitati, in particolare a Rebyia Kadeer, Presidente del Congresso Mondiale Uiguro, leader nonviolenta, già detenuta per 6 anni nelle carceri cinesi, e ai suoi due figli Alim ed Ablikim agli arresti ormai da mesi.

Per cogliere l'occasione di tregua offerta dalle olimpiadi:

  • invito caldamente le attuali autorità cinesi a realizzare un effettivo rispetto dei principi sanciti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo  e nel Patto sui Diritti Civili e Politici per gli stessi cittadini della Cina e per tutti i popoli attualmente in essa organizzati;
  • sostengo inoltre il Primo Satyagraha Mondiale per la Pace perché i “pacta sunt servanda”.

Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani.


scritto da: redazioneroja alle ore 20:46 | link | commenti (3)
categorie: tibet

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