giovedì, 03 gennaio 2008

Regione spazzatura. No, grazie.

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(di Piervincenzo Lapenna, e-mail: piervincenzolapenna@hotmail.it)

“E qui comincian le dolenti note” direbbe l’immortale poeta al posto mio ma, ahimè, la Campania, terra bellissima e piena di ricchezze(sempre sfruttate in maniera pedestre), ancora una volta , l’ennesima, è messa in ginocchio dal problema dell’emergenza rifiuti.



Per inquadrare la situazione si può partire benissimo da una breve cronologia degli avvenimenti che costringono questa regione , in particolare l’area compresa tra Napoli e Caserta , ad essere ostaggio dei rifiuti , che lei stessa produce , da 14 anni.
La vicenda inizia nell’ormai lontano 1994 quando, per la prima volta, il governo crea dei “commissari speciali” preposti alla gestione delle emergenze rifiuti; in un primo momento sono i Prefetti ad essere investiti di questo incarico ma, col tempo, il tutto passa nelle mani dei Presidenti delle Regioni che, grazie a questo “speciale” potere possono sorvolare sulle legislazioni ordinarie e quindi emettere ordinanze anche da “commissari speciali” per l’emergenza.
Il primo presidente ad usufruire di questa carica è Antonio Rastrelli di AN che subito progetta di costruire molteplici discariche/inceneritori nella regione Campania, ma a causa dell’approvazione del cosiddetto decreto Rocchi ( che prevede le cosiddette 4 “erre”:Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero) questo progetto viene più e più volte riscritto e modificato.
Dopo una lunga serie di modifiche, il progetto viene soggetto a “regolare” gara d’appalto; in realtà tanto “regolare” non lo era: il Presidente della Regione non propone la zona dove costruire le discariche, ma lascia che sia l’impresa vincente della gara a farlo (col solo obbligo di mantenerle nell’aria ASI , area sviluppo industriale , appunto ,quella tra Napoli e Caserta).
Subito scatta la denuncia da parte dell’Unione Europea verso l’Italia per la totale non osservanza delle norme riguardanti la valutazione dell’impatto ambientale; infatti, facendo come previsto dal “commissario speciale” ( ovvero dando all’impresa vincente il potere di decidere dove collocare la discarica ) si concede alle imprese lo sfruttamento del territorio senza il controllo di alcuna istituzione.
Ma la regione Campania se ne “infischia” della denuncia fatta dalla UE e continua la sua “regolare” gara d’appalto che verrà vinta dalla FIBE, società che proponeva sicuramente prezzi più bassi, ma a discapito della “qualità” dei macchinari. La dislocazione finale degli inceneritori sarà Santa Maria la Fossa.
Dopo aver vinto le elezioni Regionali, Antonio Bassolino contraddice quanto detto durante la campagna elettorale e decide di proseguire sull’orma della precedente amministrazione.
Dopo le proteste contro l’istituzione degli inceneritori , il nuovo “commissario speciale” affida lo studio del territorio alla SOGIN, famosa per l’”ottimo e ineccepibile” operato nella discarica radio-attiva a Scanzano Ionico.
Bassolino si dimette da commissario e viene nominato Corrado Catenacci: da questo momento anche le critiche e la retorica del centro-destra cessano di esistere.
Intanto sono ancora in corso inchieste della magistratura partenopea su Bassolino e altri “suoi prodi” con le accuse di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato… sembra infatti che questi soggetti siano stati , diciamo così , “influenti” nell’ assegnazione alla FIBE della gara d’appalto, accuse che, se saranno confermate, graveranno su una regione già molto travagliata quale la Campania.
Come già detto, con questi capi d’accusa “il Bassolino” , come da molti è ironicamente chiamato, avrebbe dovuto dimettersi da tempo, e non solo da commissario speciale ma anche da Presidente della Regione, invece non gli è ancora successo nulla, anzi ha addirittura ricevuto la solidarietà di numerosi politici dell’ambiente e non.
Ad oggi ancora nulla è cambiato e pare chiaro vedere dietro queste situazioni una trama ben scritta che ha il nome di Camorra; risulta, infatti, facile collegare quest’ultima a dei giri d’affari provenienti dalla gestione dei rifiuti e dal loro smaltimento, soprattutto quando si scopre che la FIBE sapeva già di non poter rispettare gli accordi stipulati con la Regione Campania e lo sapeva anche chi glieli aveva commissionati.
Nessuno sembra , però, aver visto niente. Intanto tutti respirano un’aria rarefatta e fonte di malattie causata dalla spazzatura “abbandonata” per le strade, spazzatura che non viene prelevata da nessuno e che nessuno ,per il momento, preleverà…

La Basilicata terra di scorie radioattive, di rifiuti tossici, di selvagge trivellazioni, ecc.. ha già pagato, e ancora sta pagando, abbondantemente lo scotto per la “pessima” amministrazione a cui è sottoposta; NON FACCIAMOCI CARICO, a discapito della nostra salute e della nostra già deteriorata economia, DELLE TRESCHE CAMORRISTICHE E POLITICHE DELLE ALTRE REGIONI!


scritto da: redazioneroja alle ore 21:58 | link | commenti (1)
categorie: rifiuti, serra arenosa

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