(di Piero Grippa, e-mail: piero-ks@hotmail.com)
Che Potenza sia la città del degrado ambientale l’abbiamo detto tante volta, ma la vicenda di Poggio Tre Galli va ben oltre il degrado ambientale che attanaglia la nostra città. È infatti la dimostrazione di un degrado morale, che va inevitabilmente a danno dei cittadini.
La vicenda. Il comune di Potenza ha deciso di costruire una nuova strada che colleghi via Adriatico (in corrispondenza del mega-complesso che sta sorgendo) al piazzale della Regione. Cosa c’è di sbagliato in questo? Semplice: la strada in questione scorrerebbe in mezzo ad alcune file di palazzi (le case popolari in piazza Adriatico e diverse cooperative di via Anzio) andando non solo ad eliminare una piccola zona – seppur mal tenuta – di verde, ma circonderebbe le suddette cooperative di traffico e di tutto ciò che il traffico porta. Riguardo al degrado morale della città di Potenza, il comune ha preso questa decisione senza interpellare i residenti delle zone interessate, e ha addirittura già pronti i piani di esproprio per le zone in proprietà privata delle cooperative in questione. La gente non ci sta. Sabato 5 gennaio si è tenuto un incontro nell’auditorium di Santa Cecilia promosso da un comitato spontaneo di cittadini, che gridano il loro “STOP IMMEDIATO AD UNA STRADA SBAGLIATA”, espressione altissima di quella partecipazione democratica che dovrebbe essere promossa dalle istituzioni in primo luogo. Istituzioni che al contrario sembrano infischiarsene della voce dei cittadini (nota necessaria, il signor Sindaco non ha degnato l’assemblea della sua presenza).
Inutile elencare i motivi per i quali questa strada sarebbe sbagliata, più interessante sarebbe sapere che in realtà ci sono soluzioni alternative più corrette ed eco-sostenibili, che andrebbero ad evitare espropri e danneggiamenti del già poco verde dell’ex isola felice Poggio Tre Galli.
Come intende procedere il comitato dei cittadini di Poggio Tre Galli? Il rappresentante del comitato spontaneo Michele Barbella ha elencato una serie di iniziative messe o da mettere in atto; prima fra tutte, una raccolta firme per fermare il progetto, una serie di manifestazioni pacifiche (come è stata quella dell’assemblea di sabato), un coordinamento con gli altri quartieri colpiti da decisioni del Comune quantomeno poco vantaggiose per la gente. Il comitato è inoltre in contatto con associazioni ambientaliste e di tutela del cittadino, e sta meditando un esposto alla procura. Infine è stata annunciata la prossima fondazione di un’associazione culturale (si chiamerà “IL PICCOLO GRANDE UOMO”) che vigili sul quartiere e sulla legittimità degli interventi che lo interessano.
In ogni caso, come è stato ribadito dal presidente del comitato di quartiere Stigliani e dai capigruppo presenti, c’è ancora tempo per lavorare su una proposta ancora non definitiva. Lo speriamo vivamente.
Potenza, lo sfascio continua.
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