domenica, 18 novembre 2007

L'ANGOLO DEL POLLICE VERDE

canapa


A little history about canapa.

Parliamo della canapa…. stupiti, sdegnati, o perché no… incazzati?

Calmi, state attenti, non ho detto marijuana in quanto sostanza stupefacente ma canapa.

Molti di voi adesso staranno pensando di essere presenti dinanzi ad un altro “strafatto” che cerca di convincerli dei benefici di una cannetta con gli amici. A tutti coloro cui è balenato questo pensiero ripeto di stare tranquilli.

Perché non ho nessuna intenzione di convincervi dei benefici della cosiddetta canna, non è nelle mie intenzioni. Io vorrei solo portare la vostra attenzione su alcuni aspetti di una questione alquanto spinosa.

Sono oramai decenni che cercano di convincerci che la canapa è il male, il demone da esorcizzare, ciò da cui proteggere i nostri innocenti bambini….ma è veramente così? Può davvero una povera pianta indifesa provocare tanti disagi?

Se volete la risposta a questa domanda che lambicca i vostri cervelli e non vi fa dormire la notte, continuate a leggere questo articolo.

La storia ha inizio nel 1937 in America, quando vi è la promulgazione del TAX ACT, una legge che farà da “guida” a tutto il mondo occidentale (da notare che questa non è una legge anti-crimine ma è una legge di tassazione). Con tale mandato chi fa uso di marijuana deve pagare una tassa.

Non ne è vietato l’utilizzo né a scopo ludico, né a scopo terapeutico, né a scopo commerciale (coltivazione, esportazione, lavorazione, ecc…).

Sembra un normale provvedimento per raggranellare soldi da parte dello stato ma non è così, tale tassa rende anti-economica la coltivazione della canapa.

Con questo escamotage si rendeva praticamente impossibile utilizzare la canapa non solo a scopo ludico ma anche terapeutico ed economico grazie ai milioni di passaggi burocratici che il coltivatore doveva affrontare.

Il 1° Dicembre del 37 quella che nasce come una tassa per proibire l’utilizzo della canapa diventa legge, la commissione che doveva dibattere su tale legge si riunisce per sole 2 ore.

Attraverso degli “ interfacilitati” una tassa diventa legge dopo essere stata dibattuta per nemmeno 2 ore. MA PERCHE’?...si starà chiedendo il lettore.

Per dare risposta a tale domanda bisogna introdurre nella nostra storia un nuovo personaggio, tale Anslinger(capo supremo dell’ufficio narcotici), che dopo il fallimento del proibizionismo, di cui era uno dei più grandi sostenitori, decise di mettere in piedi un nuovo progetto.

Questo è stato il suo ragionamento: <<Non sono riuscito a rendere fuori legge l’alcol…non fa niente! Da oggi si cambia… adesso cercherò di rendere fuori legge la canapa.>>

La canapa e non la marijuana! Perché a quel tempo nessuno sapeva cos’era e nessuno la fumava, se non un ristretto gruppo di messicani.

Così decise di abbinare ad un oggetto, ignoto alla società, tutte le paure ancestrali dell’uomo.

Collegò ad una pianta tutte le cose più turpi e atroci del tempo.

<<Nessuno sa cos’è?...Meglio, sarò io a dirglielo… la canapa è il male in terra.>> pensò.

La cosa più bella di tutto ciò e che Anslinger arriva addirittura a dire nel 44 che la canapa è importata dai comunisti per rendere fiacche e pacifiste le giovani menti americane (questo è giusto per far capire con che genere di uomo abbiamo a che fare).

Nel 62 Anslinger viene scoperto ad impedire la pubblicazione di un libro contro le sue tesi dall’allora presidente degli stati uniti John Fitzgerard Kennedy, che facendo uso di Marijuana per i forti dolori reumatici, non si sa con quali metodi riuscì a farlo dimettere.

Ma perché Anslinger ce l’aveva tanto con una pianta? Per rispondere bisogna sapere che lo zio di Aslinger, tale Mellon Andrew, è ministro del tesoro, possiede la “Gulf Oil Company” e la “Mellon Bank”.

Scavando si scopre che la Mellon Bank presta i suoi soldi alla Du Pont, un colosso industriale che lavora sul materiale plastico e sulle fibre sintetiche ricavate dal petrolio.

Nel 35 viene creato il nylon ma il mercato non è ancora pronto a tale innovazione così il capo della Du Pont nella relazione di fine anno del 37 dice: <<Il mercato non è pronto ma stiamo aspettando che venga creata la legge per agevolarci (questo in maniera spicciola).>>

Inoltre la Du Pont investe fiumi di denaro della Mellon Bank anche nella creazione di carta da legno.

Però produrre la carta dal legno non è una gran furbata (per chi non lo sapesse gli alberi prima o poi finiscono).

Sono interessati a questo giro anche i big del petrolio che per immettere nel mercato cherosene e benzina devono levare di mezzo i surrogati della canapa (etanolo di canapa, olio di canapa, ecc…).

Ricapitoliamo un attimo, dalla canapa ricaviamo: combustibile naturale, carta, fibre sintetiche, fibre naturali, oli vegetali, addirittura si ricava materiale per la costruzione di automobili (es. parti plastiche della Ford T).

Alla luce di tutto ciò viene spontaneo chiedersi: <<Ma non è che ci hanno preso per culo fino ad oggi? Forse conveniva ad alcuni soggetti creare il “mito” marijuana?>>

Ai posteri l’ardua sentenza.


scritto da: redazioneroja alle ore 17:31 | link | commenti (5)
categorie: canapa, il pollice verde

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