(di Piervincenzo Lapenna, e-mail: piervincenzolapenna@hotmail.it)
Il sindaco di Potenza ha definito il capoluogo lucano “Città Cultura”, facendo riferimento alle tante esposizioni artistiche ospitate dalla città negli ultimi tempi. Guardandola più attentamente, però, Potenza presenta una serie di problemi, che agli occhi di tante altre si mostra in una maniera non proprio culturale. Infatti, la questione della Cip Zoo, che la maggioranza dei lettori potrà non conoscere o non ricordare, è l'ennesimo problema dimenticato, che come tanti altri, purtroppo, mette sempre più in luce l'inefficienza di un'amministrazione insofferente ai problemi del nostro territorio, ormai gravemente malato (se non morto).
Ma che cos'è (o meglio che cos'era), in realtà la Cip Zoo? Questa era l'ex suinicola lucana ormai chiusa da circa vent'anni , che ha lasciato nella storia del capoluogo una scia di problemi senza fine (ambientale, di riutilizzazione, di riqualificazione), che si sono accumulati e aggravati con il corso del tempo.
La gravità della situazione è inimmaginabile. I copertoni in eternit (materiale nocivo, composto dell'amianto), ormai abbandonati li da anni, sono causa di tumori e malattie polmonari gravissime. In oltre le carcasse dei suini morti, mai rimosse dalla sede della Cip Zoo, sono causa di grave inquinamento ambientale.
Nonostante ciò, le amministrazioni locali (comunale in primis) non hanno mai pensato di bonificare l’area, mentre stanno facendo di tutto per mettere a soqquadro molte vie cruciali della città.
Questo ci deve far riflettere su come la burocrazia, certe volte, è pericolosa quanto l'indifferenza, e in questo caso particolare , dove sono a repentaglio anche la salute e l’ambiente, bisognerebbe sveltirsi nelle pratiche ed essere più vicini ai problemi del territorio.
Si parla tanto della mancanza di aree verdi e di palazzetti dello sport per i ragazzi della periferia (e non solo) , ma quando c'è l'occasione reale di poter riutilizzare alcune aree (ad esempio la Cip Zoo) assistiamo ad un’operazione di “scarica barile” di proporzioni enormi (il comune dice che è compito della provincia, che a sua volta dice che il terreno è dell'ACI , ecc...) Inoltre, ci rendiamo conto di quanto i problemi dei cittadini non contano niente, e di quanto, troppo spesso , siamo spettatori passivi di un'oligarchia regionale. D'altronde Potenza è sinonimo di ''Città Cultura'', mica di “Città Ambiente” oppure di “Città dei cittadini”...
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