
(Francesco Lerra, e-mail: francescolerra@hotmail.it)
Siamo più volte tornati sulla “questione” Bucaletto; più volte ci siamo interessati alle svariate sfaccettature e articolazioni di una realtà complessa, tragica, a tratti disperata, che affonda le proprie fragili radici in un arido e squallido terreno fatto di sordità e incompetenza politica. Dal complesso di prefabbricati si ode solo un unico grande e doloroso pianto, un pianto maturato dopo anni di stenti e di incertezze ma dal quale si può ancora distinguere il flebile e tenue grido di chi, con le ultime forze a propria disposizione, ha il coraggio di strillare: Bucaletto ce la può ancora fare!
Non parliamo di un quartiere come tanti ( magari come i tanti Rioni che abbiamo ascoltato e che ascolteremo in questi giorni ), ma di un macrosistema a sé stante che più che un grosso quartiere lo si potrebbe definire un moderno ghetto, ignorato da tutti , vessato da mille problemi, un quartiere dove vige una sola legge, una sola grande regola: l’immobilità. Tutto sembra fermo, angariato dal peso del silenzio delle Istituzioni e della Politica, troppe volte assente, troppe volte ingannatrice. Così, dopo venti anni dalla costruzione di questo enorme coacervo abitativo, anche le brutture più aberranti, le condizioni più disastrate, le violazioni delle più elementari regole civili finiscono per esser considerate normali, spazzate dall’immane e pericolosa forza dell’Abitudine.
Un vincolo morale e politico ci ha obbligati a inserire Bucaletto nelle 3 iniziali giornate di rilevamento e ascolto delle tante, e sempre puntuali, proposte dei potentini; appuntamento, dunque, nel piazzale della Chiesa di “Santa Maria delle Speranze” domenica 10 febbraio. Un’attenta e profonda analisi della situazione del quartiere non è stata tuttavia necessaria: la prima cosa che balza ai nostri occhi sono, difatti, i pannelli di rivestimento laterale della Chiesa alle nostre spalle: Amianto ( ETERNIT per la precisione ). Ben presto però arriva la constatazione che non un solo edificio è costituito da Amianto e derivati, ma la maggior parte dei prefabbricati del quartiere… L’incidenza tumorale e patologica di questa terribile e nefasta negligenza politica e ambientale, se pur elevatissima, è però minima rispetto ad un altro immane scandalo di questo rione: la vicinanza della SIDERPOTENZA, il maxi complesso industriale della “Pittini Group” che, da anni, continua a vomitare ceneri e veleni.
Ma non sono solo queste le quotidiane sventure di un quartiere per troppo tempo isolato, di un quartiere che ha perso oramai qualsiasi stimolo alla lotta e alla denuncia del pessimo stato nel quale si trova. Il degrado diffuso, la povertà e la mancanza di una qualsivoglia identità comunitaria completano un quadro sociale già di per sé molto grave. Nella società dello “scaricabarilismo” è difficile trovare nomi e cognomi di quanti, nel tempo, hanno deriso e sfruttato la buonafede di questi Cittadini, di chi, molto spesso, non ha il tempo o la forza di salvaguardare i propri diritti, di chi, stanco ed esausto, utilizza la propria abitazione solo come ricovero notturno.
Bucaletto non verrà lasciato solo.. dimenticare quei volti, quei problemi, quelle esigenze, significare dimenticare di essere uomini..
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