giovedì, 28 febbraio 2008

Chi fermerà la musica.... Bisognerebbe prima farla partire!

musica

(Piero Grippa, e-mail: piero-ks@hotmail.com)

Potenza, città dalle mille opportunità e dalla ricchissima politica giovanile…non prendetemi sul serio, è solo quello che vorremmo sentire e poter dire della nostra città. È risaputo che le varie amministrazioni comunali succedutesi nel nostro capoluogo abbiano evitato di preoccuparsi troppo delle politiche rivolte al mondo dei giovani, come dimostra la pressoché totale assenza o inconsistenza di iniziative culturali a più ampio raggio, che non attraggano quindi, solo la vecchia elite culturale cittadina. Questa situazione ha i suoi effetti non proprio piacevoli anche sul vasto panorama dei giovani gruppi musicali che affollano i garage e le sale-prova, nell’eterna attesa di un’occasione per mettersi in mostra e farsi sentire. Il fatto che a molti di voi sembrerà strano che io usi il termine “vastissimo panorama” è la riprova che ai giovani gruppi potentini sono stati spenti i microfoni. In città infatti si contano sulle dita di una mano i locali che ancora danno la possibilità a ragazzi vogliosi e appassionati di far sentire a tutti la propria musica (che, non dimentichiamolo, è arte, e quindi espressione della persona, proprio come la pittura ecc.), e chi lo fa non offre nemmeno un degno compenso. Per quanto riguarda le iniziative, anche quelle scarseggiano; se escludiamo il recente “Music&War” tenutosi a Tito nel mese di dicembre, e dell’annuale “Festa dell’Arte”, alzi la mano chi sa dirmi qualche manifestazione musicale giovanile che c’è stata a Potenza negli ultimi mesi. Ed è per questo che i gruppi giovanili (non me la sento di chiamarli “emergenti” come si fa di solito, per ovvie ragioni) restano chiusi nel loro garage, nella loro sala-prova, e non riescono a farsi sentire. E così sono costretti a farsi pubblicità da soli, il più delle volte con il diffusissimo strumento del MySpace, e ad autoprodurre demo che nessuno oltre agli amici e a qualche conoscente comprerà.
Va bene il camminare
sulle proprie gambe, ma onestamente, mi sembra un po’ troppo…


scritto da: redazioneroja alle ore 21:31 | link | commenti
categorie: musica
sabato, 23 febbraio 2008

UNA GARDENIA CONTRO LA SCLEROSI MILTIPLA

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Un fiore per vincere la sclerosi multipla. Dona una pianta di gardenia per l’8 marzo, "perchè non sia la sclerosi multipla a farci la festa": con questo invito torna La Gardenia dell'AISM, la manifestazione di solidarietà che l'Associazione dedica ogni anno alle donne.

Sabato 1 e domenica 2 marzo – sabato 8 e domenica 9 marzo, in oltre 3.000 piazze italiane saranno distribuite, dai volontari AISM, oltre 270.000 piante di gardenia in cambio di una donazione di 13 euro.
I fondi raccolti contribuiranno a sostenere la ricerca scientifica sulla malattia e ad incrementare i servizi sanitari e sociali dedicati alle persone con sclerosi multipla. Quest’anno, in particolare, i fondi raccolti andranno a finanziare anche il progetto Donne oltre la sclerosi multipla": un programma interamente dedicato alle donne con sm.


scritto da: redazioneroja alle ore 20:44 | link | commenti
categorie: aism
martedì, 19 febbraio 2008

PORcherie urbanistiche...

piazza regioni

Nell'ambito degli incentivi concessi dalla Comunità Europea alla Regione Basilicata per l'adeguamento strutturale, l'occupazione e il miglioramento socio- economico di imprese e cittadini, rientra anche il P.O.R. (Programma Operativo della Regione), con il quale la Regione ha sviluppato le propria politica di rafforzamento e di riqualificazione delle aree urbane del capoluogo lucano. Gli obiettivi di riferimento sono stati: rafforzare la potenzialità del centro cittadino (sforzi inutili, visto che a tutt'oggi molti sono gli abitanti e i commercianti che si lamentano ancora), aumentare la fruizione degli spazi urbani, migliorare il sistema della mobilità (da quando sono iniziati i lavori il traffico è presente a tutte le ore della giornata), riqualificare il tessuto edilizio (creando nuovi ecomostri?) , creare nuove aree verdi e spazi collettivi (dove, scusa?!!??!!).
Tra le tante opere progettate, realizzate e tutt'ora ferme, c'è il progetto per la riqualificazione di Piazza delle Regioni (presso il Principe di Piemonte, di fronte al benzinaio): una vera PORcheria, considerando che con quest'opera si è ridotto drasticamente il margine di viabilità in una zona molto particolare viste le varie intersezioni con altre strade, e la presenza del benzinaio, per non parlare dei parcheggi che sono spariti con grande sollievo da parte dei residenti (!). L'opera, costata in tutto 804.998,20 €, doveva essere terminata nell'estate 2007 e ha visto la partecipazione di 9 specialisti tra geometri, architetti e ingegnieri (manco fosse un grattacielo). In una città dove esistono molti rioni in difficoltà (Bucaletto, tanto per citarne uno), nella quale molti cittadini si lamentano per l'eccessivo transito di autobus extraurbani e per la mancanza di zone parcheggio, era proprio necessario spendere questi finanziamenti per aumentari i disagi legati alla viabilità e ai parcheggi, regalando questi soldi all'ingegnere e all'impresa edile di turno?

POTENZA: Le PORcate continuano...


scritto da: redazioneroja alle ore 14:30 | link | commenti
categorie: por
venerdì, 15 febbraio 2008

ELETTROSMOG, SUPERARE IL “MENEFREGHISMO” ISTITUZIONALE

(OLA, e-mail: ola@olambientalista.it)

Nonostante - con "angosciante" frequenza - in buona parte dei comuni della Basilicata si leva il grido delle popolazioni contro la posa di ripetitori telefonici, radio-televisivi ed elettrodotti, il problema dell'elettrosmog, nella nostra regione, resta relegato ai margini delle preoccupazioni istituzionali. Una persistente indifferenza che ignora, letteralmente, l'esistenza di leggi atte alla tutela della salute dei cittadini, ma mai applicate.

In più di un'occasione la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - ha provveduto a denunciare questo stato di "menefreghismo" politico. A conti fatti, la situazione sempre crescente di irregolarità nel campo, richiede l'immediato intervento della Magistratura per ristabilire un minimo di legalità. E' bene ricordare che la Legge Regionale n. 30 del 2000 - non essendo mai stata abrogata - prevede tuttora l'adozione da parte di tutti i Comuni lucani di un Piano di Localizzazione delle Stazioni Radio Base, ma nessuna buona notizia è arrivata in merito a questo "adempimento". La medesima legge, inoltre, prevede la stesura di un dettagliato Catasto delle Fonti Elettromagnetiche, ma presso i competenti uffici del Dipartimento Ambiente, l'unica cosa dettagliata è l'assenza di questo archivio.

Del resto, i motivi di preoccupazione diffusa, non sono ricercabili soltanto nelle antenne di telefonia mobile: le situazioni di illegalità accertate e certificate dall'Arpab riguardano, soprattutto, i ripetitori radiotelevisivi.

Risulta evidente che è la città capoluogo di regione quella più inquinata dal punto di vista elettromagnetico; ben tre luoghi presentano valori oltre la norma senza che le Autorità sanitarie comunali, provinciali e regionali abbiano adottato i provvedimenti previsti dall'Art. 5 del Regolamento, recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana, previsto dal Decreto n. 381 del 10 Settembre 1998 (".nelle zone abitative o sedi di attivita' lavorativa per lavoratori non professionalmente esposti o nelle zone comunque accessibili alla popolazione ove sono superati i limiti fissati al precedente articolo 3 e all'articolo 4, comma 2, devono essere attuate azioni di risanamento a carico dei titolari degli impianti. Le modalità ed i tempi di esecuzione per le azioni di risanamento sono prescritte dalle Regioni e Province autonome.") e da altre normative in materia.

La città di Potenza è, dunque, l'emblema dell'inefficienza politico-amministrativa in materia ambientali. Dal 2004 viene preannunciato un Piano di Localizzazione delle SRB e puntualmente le rassicurazioni vengono smentite dai fatti, nonostante sia presente la più alta concentrazione di ripetitori telefonici, ripetitori Radio-Tv, oltre che linee ad altissima tensione che convergono nella sottostazione Enel di Via del Gallitello, zona ad altissima densità commerciale e dove vengono costruiti fabbricati sotto i tralicci; il piano di trasferimento degli impianti - strombazzato un paio di anni fa dall'Amministrazione Comunale - è rimasto nel capiente cassetto dei sogni di un'Amministrazione che non tiene in alcuna considerazione la salute dei propri cittadini.


scritto da: redazioneroja alle ore 14:01 | link | commenti
categorie: ola

Se questo è un quartiere...

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(Francesco Lerra, e-mail: francescolerra@hotmail.it)


Siamo più volte tornati sulla “questione” Bucaletto; più volte ci siamo interessati alle svariate sfaccettature e articolazioni di una realtà complessa, tragica, a tratti disperata, che affonda le proprie fragili radici in un arido e squallido terreno fatto di sordità e incompetenza politica. Dal complesso di prefabbricati si ode solo un unico grande e doloroso pianto, un pianto maturato dopo anni di stenti e di incertezze ma dal quale si può ancora distinguere il flebile e tenue grido di chi, con le ultime forze a propria disposizione, ha il coraggio di strillare: Bucaletto ce la può ancora fare!

Non parliamo di un quartiere come tanti ( magari come i tanti Rioni che abbiamo ascoltato e che ascolteremo in questi giorni ), ma di un macrosistema a sé stante che più che un grosso quartiere lo si potrebbe definire un moderno ghetto, ignorato da tutti , vessato da mille problemi, un quartiere dove vige una sola legge, una sola grande regola: l’immobilità. Tutto sembra fermo, angariato dal peso del silenzio delle Istituzioni e della Politica, troppe volte assente, troppe volte ingannatrice. Così, dopo venti anni dalla costruzione di questo enorme coacervo abitativo, anche le brutture più aberranti, le condizioni più disastrate, le violazioni delle più elementari regole civili finiscono per esser considerate normali, spazzate dall’immane e pericolosa forza dell’Abitudine.

Un vincolo morale e politico ci ha obbligati a inserire Bucaletto nelle 3 iniziali giornate di rilevamento e ascolto delle tante, e sempre puntuali, proposte dei potentini; appuntamento, dunque, nel piazzale della  Chiesa di “Santa Maria delle Speranze” domenica 10 febbraio. Un’attenta e profonda analisi della situazione del quartiere non è stata tuttavia necessaria: la prima cosa che balza ai nostri occhi sono, difatti, i pannelli di rivestimento laterale della Chiesa alle nostre spalle: Amianto ( ETERNIT per la precisione ). Ben presto però arriva la constatazione che non un solo edificio è costituito da Amianto e derivati, ma la maggior parte dei prefabbricati del quartiere… L’incidenza tumorale e patologica di questa terribile e nefasta negligenza politica e ambientale, se pur elevatissima, è però minima rispetto ad un altro immane scandalo di questo rione: la vicinanza della SIDERPOTENZA, il maxi complesso industriale della “Pittini Group” che, da anni, continua a vomitare ceneri e veleni.

Ma non sono solo queste le quotidiane sventure di un quartiere per troppo tempo isolato, di un quartiere che ha perso oramai qualsiasi stimolo alla lotta e alla denuncia del pessimo stato nel quale si trova. Il degrado diffuso, la povertà e la mancanza di una qualsivoglia identità comunitaria completano un quadro sociale già di per sé molto grave. Nella società dello “scaricabarilismo” è difficile trovare nomi e cognomi di quanti, nel tempo, hanno deriso e sfruttato la buonafede di questi Cittadini, di chi, molto spesso, non ha il tempo o la forza di salvaguardare i propri diritti, di chi, stanco ed esausto, utilizza la propria abitazione solo come ricovero notturno.

Bucaletto non verrà lasciato solo.. dimenticare quei volti, quei problemi, quelle esigenze, significare dimenticare di essere uomini..


scritto da: redazioneroja alle ore 13:47 | link | commenti (3)
categorie: bucaletto
giovedì, 07 febbraio 2008

Rione Cocuzzo in cerca di risposte...

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(Antonio Sabia, e-mail: sabb1o@hotmail.it)

"Loro vogliono la nostra fiducia, ma noi vogliamo delle risposte. E per avere risposte serve lavoro." Queste sono le parole del signor Camardella, presidente del comitato di quartiere di Rione Cocuzzo, che non si scoraggia dopo tanti anni di proteste e trova ancora la forza per criticare l'inattività del comune a seguito delle tante promesse non mantenute.
I progetti per la riqualificazione di Rione Cocuzzo sono partiti circa nove anni fa, nel 1999, quando il rione e il comune hanno trovato un accordo nei cosiddetti "contratti di quartiere". Accordo promesso solo sulla carta, vista la mancata realizzazione dei progetti previsti. Nel 2001, però, il comune cerca di ovviare alle sue mancanze ingaggiando un architetto spagnolo, Sig. Miralles, per ridisegnare l'urbanistica del rione, eliminando la via Tirreno e creando un parco che avrebbe dovuto donare molto più verde al Serpentone. Dopo quasi sette anni dalla progettazione, i lavori sono stati sospesi per mancanza di denaro (dovrebbero essere stanziati ancora 600 mila euro per completare l'opera!) e nonostante tutto la soddisfazione degli abitanti è ancora troppo lontana. Il signor Camardella ci ha spiegato che originariamente l'opera non era stata progettata così come è stata realizzata, perchè ha dovuto subire molte correzioni in corso d'opera. Inizialmente la tanto biasimata nave doveva essere costruita più in profondità e insieme ad essa anche il livello della strada doveva essere livellato e non più in salita. Ma i problemi economici relativi allo spostamento di alcuni tubi dell'Italgas hanno fatto saltare i piani iniziali. Così la nave galleggia sulla strada, oscurando i primi piani dei palazzi, la strada è rimasta in salita e in più è stata creata una nuova deviazione in discesa che rende pericoloso il transito dei veicoli.
A tutti questi problemi i cittadini aggiungono la mancata realizzazione di locali per ospitare le iniziative dei giovani, che dovevano essere costruiti al posto dell'attuale chiesa, mentre questa doveva essere edificata al di sopra dei suddetti locali. Per non parlare della mancanza di parcheggi e di campetti sportivi, il che rende il rione statico dal punto di vista delle attività e della visibilità.
Il comitato di quartiere è stanco delle inutili promesse dei vari amministratori che si sono susseguiti al governo della città e chiede che il suddetto organo sia eliminato, se si continua a non prendere in considerazione le lamentele degli abitanti, che a questo punto chiedono almeno di essere rispettati nella loro persona e di non essere presi più per i fondelli.

"LORO VOGLIONO FIDUCIA E NOI VOGLIAMO RISPOSTE" grida a gran voce il Serpentone.


scritto da: redazioneroja alle ore 14:25 | link | commenti (3)
categorie: rione cocuzzo

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