domenica, 27 aprile 2008

RIFIUTI: ALTO BRADANO, LA REGIONE IMPONE L’INCENERIMENTO A FENICE

(O.L.A., e-mail: ola@olambientalista.com)

Ecco svelato il motivo del raddoppio della discarica di Notarchirico di Venosa. I comuni del Vulture Alto Bradano - ribadisce la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), Coordinamento apartitico territoriale di associazioni, comitati, movimenti e cittadini - saranno costretti a continuare a conferire i loro rifiuti all’Inceneritore Fenice. Si pensa davvero di ridurre gli attuali elevati costi dell’incenerimento presso Fenice attraverso la “vagliatura” da realizzare presso l’impianto di Venosa?

Un “tour della monnezza” questo, che non rispetterebbe le normative comunitarie per quanto concerne la definizione di costi certi per l’utenza, aggravati dai costi aggiuntivi necessari per la "vagliatura" e per un doppio trasporto dei rifiuti prima a Venosa e poi a Fenice. Senza considerare che in questo modo la raccolta differenziata dei rifiuti nei comuni del Vulture Alto Bradano non avrebbe alcun senso.

Mentre ciò accade, l'Assessore regionale Santochirico, facendo un “triplo salto mortale” trasforma una "R" della catena virtuosa delle cinque R in "Recupero energetico" alias termovalorizzazione=incenerimento. In questo modo, sovvertendo l’equazione virtuosa Riduzione dei rifiuti, Reciclaggio, Riutilizzo, Riuso e Raccolta Differenziata, la Regione impone l’'incenerimento dei rifiuti presso l’inceneritore FENICE. Tutto ciò reso possibile da Ordinanze Emergenziali emanate dal presidente della Regione che derogano i piani provinciali di smaltimento dei rifiuti.

Ma perchè sprecare soldi nell’operazione di "vagliatura" con la scusa di far risparmiare i comuni del Vulture Alto Bradano per il conferimento presso il dannoso e costoso mega-inceneritore Fenice? Non era forse più facile e meno costoso investire subito nella raccolta differenziata anche nel Vulture Alto Bradano escludendo l’incenerimento presso Fenice e riducendo in tal modo anche il ricorso alle discariche?

Ed allora ecco svelato "l'affaire" rifiuti, mentre l'Assessore Santochirico lancia la campagna mediatica del Piano della Raccolta Differenziata in Basilicata per 60 comuni con l'obiettivo di ridurre, solo a parole, il "ricorso alle discariche rispettando le normative europee ed essere uno strumento residuale di un ciclo che tenda innanzitutto al recupero energetico delle materie prime usate per la produzione dei materiali".

Assessore Santochirico, a cosa serve chiedere agli enti locali della regione ed ai quelli del Vulture Alto Bradano comportamenti virtuosi invitati a raggiungere il 40% di raccolta differenziata e nel contempo far ricorso a mega-discariche ed inceneritori?

Si persegue così sulla strada di un "affaire" i cui costi finiranno per gravare sui cittadini e sugli enti locali  costretti ad aumentare la TARSU (tassa sui Rifiuti) a tutto vantaggio della lobby dei rifiuti e dell'impiantistica. La OLA chiede pertanto ai comuni del Vulture Alto Bradano di respingere al mittente queste ipotesi dannose e fallimentari di gestione dei rifiuti in Basilicata ed evitare da subito il conferimento all’inceneritore Fenice e presso la discarica di Venosa dei propri rifiuti, che finiranno per aggravare la già grave situazione ed i costi gravosi già pagati esclusivamente dai cittadini.


scritto da: redazioneroja alle ore 15:35 | link | commenti
categorie: rifiuti, ola
martedì, 15 aprile 2008

Veltrusconi e la Terza Repubblica...

(Antonio Sabia, e-mail: sabb1o@hotmail.it)

Nel 1945 nasce la Prima Repubblica, nella quale il fascismo era un'esperienza politica passata e lontana; negli anni che seguono Tangentopoli nasce la Seconda Repubblica, quella in cui la corruzione e il clientelismo nella politica è stato sconfitto (?) dalla magistratura; il 15 aprile 2008 nasce la Terza Repubblica, in cui per la prima volta in 63 anni di storia repubblicana non esiste più una sinistra parlamentare.
Con il passare degli anni, le forze politiche cosiddette radicali hanno perso la loro forza e si sono via via ammorbidite o sono state inglobate in grandi partiti centristi e moderati. Oggi il Partito Democratico e il Popolo della Libertà sono due facce della stessa medaglia, due forze moderate di centro che tendono a eliminare gli estremismi di sinistra e di destra con le loro rispettive ideologie.
Berlusconi con la nascita de "La destra" di Storace ha ottenuto la separazione dei fascisti estremisti da Alleanza Nazionale, poi confluita nel PDL. Veltroni con il suo slogan "Io vado da solo" ha rotto ogni possibile accordo con la sinistra comunista, cancellandola dal panorama parlamentare italiano. Per non parlare dei socialisti, che dopo la rottura del PSI di Craxi si sono frantumati in mille partitini (alcuni sono diventati stabilmente di destra!!!!). Inoltre, la strategia delle alleanze attuata da Boselli in tutto l'arco della sua segreteria ha dato gli ultimi segni di un partito vecchio, ormai morto anche nel parlamento, che non ha mai voluto accettare le proprie responsabilità legate a Tangentopoli.
Il panorama che abbiamo di fronte guardando le due camere di governo è quello di una politica moderata senza estremismi, frutto di un'Italia che non ha più voglia di confrontare le proprie idee e pensa soltanto ai propri interessi. Indubbiamente gli italiani si attendono che il governo faccia ritornare il paese nella ricchezza e per farlo forse non basterà un solo governo (Dio ci salvi da un quarto governo Berlusconi!). Ma una volta che il paese è ritornato ad essere ricco le ideologie politiche spazzate via dalla Terza Repubblica dovranno ritornare per ridistribuire la ricchezza, secondo i propri valori, ma nel frattempo impegniamoci a far nascere una forza extraparlamentare di Sinistra, che si opponga al passatismo moderato delle istituzioni e che si prepari per un forte ritorno in parlamento.


scritto da: redazioneroja alle ore 13:43 | link | commenti
categorie: 15 aprile, 3 repubblica
sabato, 12 aprile 2008

RIFIUTI, SECONDO L’UNIONE EUROPEA LA BASILICATA E’ FUORILEGGE

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – denuncia, ancora una volta, come sia inaccettabile aver utilizzato a pretesto lo stato di emergenza e la solidarietà alla vicina Campania, per giustificare operazioni sui rifiuti definite illegittime anche dalla Corte di Giustizia Europea, che ha recentemente sentenziato una infrazione all’Italia che purtroppo finirà per gravare sulle tasche degli incolpevoli cittadini.

Infatti, con una raccolta differenziata in Basilicata che si assesta ad un misero 7% e con una produzione pro-capite annua di rifiuti pari a 400 Kg. per abitante (rapporto APAT sui rifiuti 2007) che è la più bassa in Italia, la regione paradossalmente diventa esempio della mancata applicazione della Direttiva Comunitaria in materia di riduzione dei rifiuti ed utilizzo improprio dell’incenerimento. Questo
paradosso è ancor più evidente dopo la recente pronuncia della Corte di Giustizia della UE e diviene la “cartina tornasole” ai silenzi del Sindaco di Venosa, Castelgrande, e dell’Assessore all’Ambiente della Provincia di Potenza, Iacobuzio, a seguito dei recenti comunicati di Accademia Kronos e OLA in cui si chiedevano lumi sul progetto di raddoppio della discarica comunale di Notarchirico a Venosa. I due rappresentanti istituzionali, vanamente, sono stati chiamati in causa per fornire precise risposte ai cittadini. Sembrerebbe, invece, che alle risposte abbiano preferito nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Infatti, mentre l’UE chiede agli Stati membri di perseguire politiche di riduzione dei rifiuti, evitando la realizzazione di nuove discariche e inceneritori, dichiarati espressamente inquinanti, in Basilicata grazie ad Ordinanze emergenziali approvate in deroga ai Piani Provinciali dei Rifiuti si raddoppiano i metri cubi delle discariche esistenti con aggravi dei costi di gestione a carico dei cittadini ignari, e si propinano la costruzione di nuovi inceneritori chiamati impropriamente termovalorizzatori.

E’ ormai chiaro che siamo in presenza di un nuovo business, quello delle “discariche degli altri”, ovvero di discariche extraregionali e degli inceneritori da cui i Comuni pensano di rimpinguare le casse, addebitando però i costi di gestione ai cittadini con ritocchi della TARSU, la tassa sui rifiuti solidi urbani. La discarica di Notarchirico di Venosa non è che l’esempio, l’icona di questo nuovo affare sui rifiuti. Si preferisce privilegiare il ricorso all’impiantistica ed al trasporto dei rifiuti prevedendone l’incremento solo per operare conseguentemente un freno alla raccolta differenziata che rappresenta invece la vera
soluzione al problema. Le “ordinanze” emergenziali emanate dal Presidente della Giunta regionale di Basilicata di ampliamento delle discariche di Potenza, Genzano di Lucania e Lauria, ma anche per la stessa provincia di Matera, in assenza di un riferimento alla pianificazione sui rifiuti provinciale che indichi anche i costi che l’operazione comporta per la collettività, non solo rappr esenta un’operazione illegittima secondo L’UE, ma favorisce una politica degli affari che, come la Regione Campania ha dimostrato, produce solo danni al territorio, all’economia ed alla salute dei cittadini.


scritto da: redazioneroja alle ore 11:36 | link | commenti (1)
categorie: rifiuti, ola
sabato, 05 aprile 2008

OBIETTIVO 2 MILIONI...

(da www.Avaaz.org)

Cari amici,

dopo decenni di repressione i tibetani si sono riversati nelle strade per protestare contro il governo cinese. I riflettori dei Giochi Olimpici sono adesso in Cina, e il leader tibetano Dalai Lama ha chiesto di far cessare le rivolte con la moderazione e il dialogo. Ha bisogno del sostegno di tutti noi.

In Cina i sostenitori della linea dura attaccano pubblicamente il Dalai Lama ma molti leader cinesi considerano il dialogo la migliore opzione per la stabilità del Tibet. Il governo cinese sta valudando proprio in questo momento se continuare la repressione o tentare il dialogo, scelta che potrebbe determinare il futuro del Tibet e della Cina.

Noi abbiamo il potere di influenzare questa scelta storica: la Cina ha molto a cuore la sua reputazione mondiale e il Presidente Hu Jintao deve sapere che il marchio "Made in China" e le Olimpiadi di Pechino avranno successo solo se sceglie il dialogo e non la repressione. Ma ci vorrà tutto il peso dell' opinione pubblica mondiale per avere la sua attenzione. Clicca qui sotto per unire la tua voce a quella di 1,5 milioni di persone firmando la petizione, e invita tutti quelli che conosci a fare lo stesso. Il nostro obiettivo è raggiungere 2 milioni di firme a sostegno del Tibet:

http://www.avaaz.org/it/tibet_end_the_violence/97.php

L'economia cinese dipende dalle esportazioni "Made in China" che compriamo tutti e il governo punta a fare delle Olimpiadi di Pechino di questa estate la celebrazione di una Cina nuova e rispettata. La Cina è anche un paese particolare, in espansione, con un passato tormentato e con molte ragioni concrete per essere preoccupata della propria stabilità — alcuni dimostranti tibetani hanno ucciso degli innocenti. Ma il Presidente Hu deve comprendere che il pericolo maggiore per la stabilità e lo sviluppo cinese viene coloro che vorrebbero una maggiore repressione, non dai tibetani che chiedono dialogo e riforme.

Abbiamo presentato la petizione a manifestazioni, marce, dimostrazioni e a riunioni private con i diplomatici cinesi di tutto il mondo e continueremo a farlo man mano che il numero delle firme aumenta. Invia questo messaggio a tutti quelli che conosci spiegando perché la campagna a sostegno del Tibet è così importante, oppure usa il modulo automatico che apparirà dopo che hai firmato per inserire tutti i contatti del tuo indirizzario. Il popolo tibetano ha sofferto in silenzio per decenni. Finalmente è venuto il loro momento di parlare e noi dobbiamo aiutarli a essere ascoltati.

Con speranza e rispetto,

Ricken, Pascal, Graziela, Iain, Paul, Galit, Milena, Ben e tutto il team di Avaaz

Clicca sui link qui sotto per maggiori informazioni sulla protesta tibetana e la reazione cinese:

http://rampini.blogautore.repubblica.it/
http://lanostracina.corriere.it/
http://www.agi.it/world/news/200803191258-pol-ren0032-art.html


scritto da: redazioneroja alle ore 10:37 | link | commenti
categorie: tibet
martedì, 18 marzo 2008

L'appello pro-Tibet dei Radicali Lucani

birmaniamonaci2

Premesso che:

  • in Tibet è in atto una brutale e violenta repressione da parte del regime cinese di ogni manifestazione pacifica a favore della libertà e della democrazia in violazione di quanto prevede la stessa Costituzione cinese che all’art 35 riconosce libertà di parola, di stampa, di riunione, di associazione, di movimento e di dimostrazione;
  • non è dato conoscere il numero effettivo delle vittime sui gravi fatti accaduti a Lhasa e segnalati in altre regioni dell'altipiano;
  • il comportamento delle autorità di Pechino è particolarmente grave a pochi mesi da quelle Olimpiadi che lo stesso Dalai Lama ha sempre voluto siano occasione per la comunità internazionale di moltiplicare l’attenzione e gli sforzi per la promozione della democrazia per i cinesi stessi e per le minoranze oppresse, come i tibetani, gli uiguri, i mongoli, i falun gong;
  • pochi giorni fa il Dalai Lama, nel corso delle sue preghiere ha ricordato lo sciopero della fame e della sete condotto da Marco Pannella, nel quadro del Primo Satyagraha Mondiale per affermare “ovunque, a livello istituzionale e personale, per tutte e tutti” il valore, troppo spesso smarrito, della “parola data” e dei patti, nei rapporti internazionali e personali, obiettivo che coinvolge naturalmente anche la realtà italiana e globale, per dare una soluzione politica strutturale alle crisi dello Stato di Diritto, della democrazia e dei diritti umani.

Esprimo:

 

  • la mia solidarietà al popolo tibetano e alla politica nonviolenta di dialogo perseguita dal Dalai Lama nei confronti delle autorità cinesi per il riconoscimento dell’autonomia del Tibet e delle libertà per tutta la Cina e le sue popolazioni;
  • la mia solidarietà al popolo Uiguro oppresso da secoli dai diversi regimi cinesi nella regione del Turkestan orientale (Xinjiang) e a tutti gli Uiguri ovunque perseguitati, in particolare a Rebyia Kadeer, Presidente del Congresso Mondiale Uiguro, leader nonviolenta, già detenuta per 6 anni nelle carceri cinesi, e ai suoi due figli Alim ed Ablikim agli arresti ormai da mesi.

Per cogliere l'occasione di tregua offerta dalle olimpiadi:

  • invito caldamente le attuali autorità cinesi a realizzare un effettivo rispetto dei principi sanciti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo  e nel Patto sui Diritti Civili e Politici per gli stessi cittadini della Cina e per tutti i popoli attualmente in essa organizzati;
  • sostengo inoltre il Primo Satyagraha Mondiale per la Pace perché i “pacta sunt servanda”.

Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani.


scritto da: redazioneroja alle ore 20:46 | link | commenti (3)
categorie: tibet
giovedì, 06 marzo 2008

8 Marzo: tutti in piazza

 

In occasione della festa della donna, FGS Potenza e Radicali Lucani scendono in piazza a dare sostegno alle donne organizzando un gazebo nel quale verranno distribuiti documenti informativi che riguardano il mondo delle donne da un punto di vista sociale e giuidico. Tra questi documenti ci sono l’inchiesta di Maurizio Bolognetti sul caso degli obiettori di coscienza e i molti documenti legislativi che testimoniano gli obiettivi raggiunti dalle donne nel lungo processo storico partito a Roma nel 1971.

SCENDI ANCHE TU IN PIAZZA E AIUTA LE DONNE A DIFENDERE I LORO DIRITTI.

...OGNI LORO DIRITTO E' UN NOSTRO DOVERE...

Potenza, 8 marzo Piazza M. Pagano ore 18.00


scritto da: redazioneroja alle ore 20:50 | link | commenti (2)
categorie:

8 Marzo: testimoni di un progresso storico-civile

                         mimosa

                          (di Radicali Lucani ed FGS Potenza)

È passato un secolo da quel lontano 8 marzo 1908, giorno in cui 129 operaie morirono in un incendio divampato nell’industria tessile “Cotton” a New York, dopo che erano state precluse loro tutte le uscite d’emergenza. Il motivo di questo gesto disumano da parte dei dirigenti dello stabilimento risale ai numerosi scioperi che le donne avevano organizzato da molti giorni per protestare contro le orribili condizioni nelle quali lavoravano. Quello non fu il primo episodio che vide la morte di molte donne, dopo che queste hanno manifestato invano per farsi riconoscere i loro diritti, ma fu certamente la prima volta che l’opinione pubblica mondiale diede una notevole importanza all’accaduto. Quel giorno fu solo l’inizio di un lungo cammino che, per tutto il Novecento, ha portato al riconoscimento di molti diritti che riguardano le donne.
Tra le tante tappe di questo lungo cammino si ricorda il primo congresso nazionale del Movimento di liberazione della donna, federato con il Partito Radicale, svoltosi a Roma il 27/28 febbraio 1971. Questo movimento ha portato alla luce risultati storici, come la legge sulla parità giuridica dei coniugi, la separazione dei beni, l’abrogazione della separazione per colpa, tutti obiettivi raggiunti nel 1975 con l’approvazione del nuovo diritto di famiglia. Sul finire degli anni settanta, mentre i movimenti di sinistra extraparlamentari e i movimenti giovanili erano in declino, le donne non si limitavano a rivendicare soltanto l’uguaglianza nei confronti degli uomini e l’emancipazione sui temi tradizionali dei diritti sul lavoro, ma centralizzavano le loro proteste in base alla diversità dall’uomo e alla valorizzazione della propria sessualità. Una maternità libera e consapevole, la contraccezione, l’aborto, l’impegno contro la violenza sessuale divennero tutti diritti rivendicati e riconosciuti dalla legge italiana durante il 1978. La forte unità sociale e civile delle donne che si era creata in quegli anni ha fatto sì che il17/18 maggio 1981 il referendum per abrogare la legge sull’aborto fu respinto dal 68 % degli italiani (e italiane), pari a 21.505.323 cittadini.


A un secolo di distanza e dopo tante altre tappe importanti, l’8 marzo per la società non deve significare soltanto una ricorrenza annuale, durante la quale si regalano o si ricevono mimose o si passa una serata in modo diverso. Deve essere il simbolo dell’appartenenza ad una società, in cui non esistono mondi a parte ma siamo tutti parte di un mondo retto dall’unico diritto che conta, quello che ci permette di rivendicare e difendere tutti i nostri DIRITTI.

 

Nonostante questi enormi successi del passato, il lato femminile della società italiana oggi si sente più che mai sotto pressione e sotto ricatto da ideologie clericali anacronistiche e da una laicità esasperata e a volte mal interpretata. La legge sull’aborto viene costantemente attaccata da politici servi della Chiesa e non servitori dello Stato; il diritto di interrompere la gravidanza non è sempre assicurato a causa dell’onnipresenza dei CAV (Centri di aiuto alla vita) e dell’elevato numero di obiettori di coscienza (in Basilicata: Asl 1 - Ospedale di Melfi , 1 non obiettore su 10 ginecologi;  Asl 2 - Ospedale San Carlo di Potenza, 2 non obiettori su 22 ginecologi; Asl 2- Ospedale di Villa D’Agri, 2 non obiettori su 6 ginecologi; Asl 3 - Ospedali di Lagonegro e Chiaromonte, 1 non obiettore su 13 ginecologi; Asl 4 - Ospedali di Matera e Tricarico, 3 non obiettori su 16 ginecologi; Asl 5 - Ospedali di Policoro, Tinchi e Stigliano, 1 solo non obiettore su 11 ginecologi); la violenza contro le donne sta aumentando di anno in anno anche a causa della non certezza di una pena, a volte fin troppo dolce; la parità sul lavoro viene barattata con proposte indegne, mentre la televisione filtra un modello di donna tale che per raggiungere il successo deve essere costretta a “svendere” il suo corpo. In tutto questo panorama l’informazione, che dovrebbe assumere un ruolo predominante per difendere i diritti delle donne, si limita soltanto ad accentuare alcuni aspetti tralasciandone altri. L’immagine che ne esce fuori è quella della donna chiusa in un mondo a parte, come se essa non fosse parte di un mondo unitario.

scritto da: redazioneroja alle ore 20:48 | link | commenti
categorie: 8 marzo
giovedì, 28 febbraio 2008

Chi fermerĂ  la musica.... Bisognerebbe prima farla partire!

musica

(Piero Grippa, e-mail: piero-ks@hotmail.com)

Potenza, città dalle mille opportunità e dalla ricchissima politica giovanile…non prendetemi sul serio, è solo quello che vorremmo sentire e poter dire della nostra città. È risaputo che le varie amministrazioni comunali succedutesi nel nostro capoluogo abbiano evitato di preoccuparsi troppo delle politiche rivolte al mondo dei giovani, come dimostra la pressoché totale assenza o inconsistenza di iniziative culturali a più ampio raggio, che non attraggano quindi, solo la vecchia elite culturale cittadina. Questa situazione ha i suoi effetti non proprio piacevoli anche sul vasto panorama dei giovani gruppi musicali che affollano i garage e le sale-prova, nell’eterna attesa di un’occasione per mettersi in mostra e farsi sentire. Il fatto che a molti di voi sembrerà strano che io usi il termine “vastissimo panorama” è la riprova che ai giovani gruppi potentini sono stati spenti i microfoni. In città infatti si contano sulle dita di una mano i locali che ancora danno la possibilità a ragazzi vogliosi e appassionati di far sentire a tutti la propria musica (che, non dimentichiamolo, è arte, e quindi espressione della persona, proprio come la pittura ecc.), e chi lo fa non offre nemmeno un degno compenso. Per quanto riguarda le iniziative, anche quelle scarseggiano; se escludiamo il recente “Music&War” tenutosi a Tito nel mese di dicembre, e dell’annuale “Festa dell’Arte”, alzi la mano chi sa dirmi qualche manifestazione musicale giovanile che c’è stata a Potenza negli ultimi mesi. Ed è per questo che i gruppi giovanili (non me la sento di chiamarli “emergenti” come si fa di solito, per ovvie ragioni) restano chiusi nel loro garage, nella loro sala-prova, e non riescono a farsi sentire. E così sono costretti a farsi pubblicità da soli, il più delle volte con il diffusissimo strumento del MySpace, e ad autoprodurre demo che nessuno oltre agli amici e a qualche conoscente comprerà.
Va bene il camminare
sulle proprie gambe, ma onestamente, mi sembra un po’ troppo…


scritto da: redazioneroja alle ore 21:31 | link | commenti
categorie: musica
sabato, 23 febbraio 2008

UNA GARDENIA CONTRO LA SCLEROSI MILTIPLA

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Un fiore per vincere la sclerosi multipla. Dona una pianta di gardenia per l’8 marzo, "perchè non sia la sclerosi multipla a farci la festa": con questo invito torna La Gardenia dell'AISM, la manifestazione di solidarietà che l'Associazione dedica ogni anno alle donne.

Sabato 1 e domenica 2 marzo – sabato 8 e domenica 9 marzo, in oltre 3.000 piazze italiane saranno distribuite, dai volontari AISM, oltre 270.000 piante di gardenia in cambio di una donazione di 13 euro.
I fondi raccolti contribuiranno a sostenere la ricerca scientifica sulla malattia e ad incrementare i servizi sanitari e sociali dedicati alle persone con sclerosi multipla. Quest’anno, in particolare, i fondi raccolti andranno a finanziare anche il progetto Donne oltre la sclerosi multipla": un programma interamente dedicato alle donne con sm.


scritto da: redazioneroja alle ore 20:44 | link | commenti
categorie: aism
martedì, 19 febbraio 2008

PORcherie urbanistiche...

piazza regioni

Nell'ambito degli incentivi concessi dalla Comunità Europea alla Regione Basilicata per l'adeguamento strutturale, l'occupazione e il miglioramento socio- economico di imprese e cittadini, rientra anche il P.O.R. (Programma Operativo della Regione), con il quale la Regione ha sviluppato le propria politica di rafforzamento e di riqualificazione delle aree urbane del capoluogo lucano. Gli obiettivi di riferimento sono stati: rafforzare la potenzialità del centro cittadino (sforzi inutili, visto che a tutt'oggi molti sono gli abitanti e i commercianti che si lamentano ancora), aumentare la fruizione degli spazi urbani, migliorare il sistema della mobilità (da quando sono iniziati i lavori il traffico è presente a tutte le ore della giornata), riqualificare il tessuto edilizio (creando nuovi ecomostri?) , creare nuove aree verdi e spazi collettivi (dove, scusa?!!??!!).
Tra le tante opere progettate, realizzate e tutt'ora ferme, c'è il progetto per la riqualificazione di Piazza delle Regioni (presso il Principe di Piemonte, di fronte al benzinaio): una vera PORcheria, considerando che con quest'opera si è ridotto drasticamente il margine di viabilità in una zona molto particolare viste le varie intersezioni con altre strade, e la presenza del benzinaio, per non parlare dei parcheggi che sono spariti con grande sollievo da parte dei residenti (!). L'opera, costata in tutto 804.998,20 €, doveva essere terminata nell'estate 2007 e ha visto la partecipazione di 9 specialisti tra geometri, architetti e ingegnieri (manco fosse un grattacielo). In una città dove esistono molti rioni in difficoltà (Bucaletto, tanto per citarne uno), nella quale molti cittadini si lamentano per l'eccessivo transito di autobus extraurbani e per la mancanza di zone parcheggio, era proprio necessario spendere questi finanziamenti per aumentari i disagi legati alla viabilità e ai parcheggi, regalando questi soldi all'ingegnere e all'impresa edile di turno?

POTENZA: Le PORcate continuano...


scritto da: redazioneroja alle ore 14:30 | link | commenti
categorie: por

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